non importa dove vuoi andare, l'importante è partire
Nel 1854 un’epidemia di colera giungeva da sud minacciando Viareggio. Vuole la tradizione che l’epidemia si sia arrestata per grazia della Madonna nel punto ove ora sorge la piccola cappella dedicata alla Santa Vergine ai piedi del ponte di Pisa, ove al tempo cominciava l’abitato, risparmiando pertanto Viareggio. In seguito a questo avvenimento si diffuse l’usanza tipicamente viareggina di rendere omaggio alla Madonna la sera del 7 Settembre, vigilia della festa della Madonna, con le baldorie.
I bambini ed i ragazzi viareggini raccoglievano grandi quantità di pinugliori e di qualsiasi altro oggetto che potesse esser bruciato, ne facevano un grande mucchio che poi veniva incendiato. Tutto il quartiere si riuniva attorno alla propria baldoria. Con lunghi bastoni poi si attizzava il fuoco per far volare via le mi’ nonne che servivano a salutare e rendere omaggio alla Madonna. Sul finire della baldoria poi i ragazzi erano soliti divertirsi a saltare le braci, come se fosse una prova di coraggio.
Ma esiste anche un significato più pagano: settembre significava la fine della stagione estiva, l’avvicinarsi della brutta stagione. Ecco allora i fuochi delle baldorie a scongiurare ed esorcizzare i fantasmi delle buie, fredde e tempestose notti invernali.
Ricordo che la preparazione delle baldorie cominciava almeno una settimana prima, c’era una vera e propria gara tra gruppetti di ragazzi per chi faceva la baldoria più grande e che quindi sarebbe rimasta accesa più a lungo. Alcune volte sulla sommità della baldoria veniva posto un pupazzo. E quando tutto era pronto bisognava sorvegliare la nostra baldoria, per evitare che un gruppetto di ragazzi rivali la accendesse anzitempo.
Ancor oggi le baldorie sono una tradizione viva, anche se penso che in pochi ne conoscano il significato, ma, per ovvi motivi di spazio ed ordine pubblico, si festeggiano solo nei quartieri periferici di Viareggio. Purtroppo però la romantica tradizione del fuoco che crepita ha ceduto il passo al frastuono di raudi e petardi, talvolta molto pericolosi, spesso maneggiati da persone che in quella sera pensano di poter fare ciò che vogliono, tipo incendiare i cassonetti dell’immondizia o aggredire i Vigili del Fuoco che vengono a spengere una baldoria troppo vicina alle case. L’essere umano è veramente il peggior nemico di se stesso!!!
Per chi non fosse di Viareggio preciserò che le baldorie sono dei falò, le “mi’ nonne” sono le faville, i pinugliori sono gli aghi di pino.
Mancano 142 giorni all'alzabandiera


















Mentre son qui che sto lucidando la moto per partire per il motoraduno "Motoporchetta" a Villetta San Romano mi sovviene una notizia importantissima:
Oggi sabato 25 agosto a Lido di Camaiore ci sarà il Carnevale estivo. Dalle 17:00 in poi musiche carnevalesche e sfilate di maschere e dalle 22 in poi festa sulla spiaggia.
Max info http://www.viareggino.it/festa_sulla_spiaggia/carnevale_estivo_lido.html oppure http://www.carnevalari.it/2007/08/24/carnevale-estivo-a-lido-di-camaiore/#more-298
mancano 147 giorni all'alzabandiera 
Questo post è dedicato ad una mia amica che ha compreso di aver conosciuto un folle solo quando ha saputo che dormo con un Katana sotto il letto (Bè, veramente me lo porto proprio nel letto... perchè sia più a portata di mano... non si sa mai chi ti può entrare in casa la notte!!!)
Narra la mitologia giapponese che Susanoo, Dio del vento e della tempesta, fu esiliato dal Cielo dagli altri Dei a causa del suo caratteraccio e dei suoi dissidi con la sorella Amaterasu, Dea del Sole. Egli giunse nella provincia di Izumo e trovò due anziani coniugi in lacrime. Essi spiegarono che avevano otto figlie, ma di queste sette erano state uccise e divorate dal drago Yamata-no-Orochi, il terribile mostro con otto teste ed otto code. A breve il drago sarebbe tornato per l’ultima delle otto figlie. Mosso a compassione Susanoo affrontò ed uccise Yamata-no-Orochi e, mentre lo faceva a pezzi, in una delle sue code trovò una spada indistruttibile che chiamò Tsumugari, letteralmente “ben affilata”. Susanoo fece dono di questa spada alla sorella Amaterasu che a sua volta ne fece dono al nipote Ninigi quando egli discese sulla Terra per governare il Giappone. La spada passò poi in eredità da imperatore ad imperatore a suggellare il legame tra gli Imperatori e le Divinità.
La katana, o meglio il Katana, è la tipica spada giapponese a lama curva ed a taglio singolo dalla proverbiale durezza ed affilatura.
La produzione di queste spade inizia in Giappone nel IV sec. d.c. ad opera di artigiani che tenevano gelosamente segreto il procedimento e lo tramandavano soltanto ai loro allievi. Fondamentale era la scelta del materiale, un ferro acciaioso particolarmente ricco di carbonio. La fusione era eseguita in piccole fornaci ed il metallo prodotto raccolto in una ciotola e trasformato in un blocchetto chiamato tamahagane. Il blocchetto era pulito dalle impurità, forgiato, battuto a martello e sagomato a forma di parallelepipedo, questo processo era ripetuto otto volte per eliminare impurità e crepe nella fusione. A sua volta il parallelepipedo era riscaldato e battuto a martello, quindi ripiegato su se stesso. Questo processo di riscaldamento, battitura e ripiegatura veniva ripetuto più volte in modo da ottenere varie stratificazioni che conferiscono al prodotto finale una grande durezza ma anche flessibilità. Ogni artigiano aveva la sua tecnica di ripiegatura, comunque non venivano mai fatte più di 15 piegature, per un totale di circa 30.000 strati. Seguiva poi la forgiatura finale con la quale erano uniti uno dentro l’altro due pezzi d’acciaio così lavorati in modo a formare un’anima interna ed un filo ed un dorso esterni, quindi si dava la forma definitiva alla punta, al filo ed al dorso. Si copriva quindi il metallo con due tipi di impasto d’argilla, uno per il dorso ed un altro per il filo, e si eseguiva la tempra, ossia si riscaldava al calor rosso la spada e la si immergeva in acqua tiepida. Questo procedimento e la diversa composizione delle paste d’argilla facevano sì che il filo diventasse durissimo ed il dorso un po’ più flessibile al fine di essere utilizzato nelle parate, inoltre si formava sul filo una zona più opaca chiamata Hamon, linea di tempra. Tale linea frastagliata è una caratteristica tipica dei Katana, ed anzi ne permette di riconoscere il periodo e l’autore. La spada era infine lucidata ed affilata. Si dice che il filo fosse così tagliente che il collaudo della spada veniva fatto immergendola verticalmente in un corso d’acqua e se l’affilatura era stata correttamente svolta la spada avrebbe potuto tagliare una foglia portata dalla corrente. La lama era pronta per essere fissata alla tsuka (elsa della spada) che era di legno di magnolia rivestito con same (pelle di razza) e da una fettuccia di cotone, seta o pelle intrecciata a rombi. Tra lama e tsuka veniva posta la tsuba (il guardamano), molto spesso finemente lavorata, una vera opera d’arte a sé. A completare il tutto il saya (il fodero), anch’esso di legno di magnolia.
In quanto arma si può forse disapprovare il Katana, bisogna in ogni caso riconoscere che sono oggetti veramente incredibili, manufatti eccezionali con un misterioso fascino, delle vere e proprie opere d’arte.
In un prossimo post parleremo dei vari tipi di spada e del significato mistico che esse ebbero per i Samurai.
Bushido
La Via del Guerriero
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Gi: Onore e Giustizia
Rei: Gentile Cortesia
Yu: Eroico Coraggio
Meiyo: Onore
Jin: Compassione
Makoto: Completa Sincerità
Chu: Dovere e Lealtà
Se non siete un po' matti smettete subito di leggere questo post!!!
Volontari cercansi:
A Villach (Austria) l'European Bike Week 2007
"Dal 5 al 9 Settembre, il comprensorio di Villach ospiterà l’European Bike Week 2007, evento che ogni anno accoglie migliaia di appassionati Harley-Davidson e non solo."
http://www.montebianco.it/news/Eventi/446/A-Villach-lEuropean-Bike-Week-2007.aspx
si, lo so che io non ho una Harley-Davidson (e me ne guardo bene!!!) ma un motoraduno da 60.000 moto e 90.000 presenze volete che me lo perda?!?
Miei cari Bikers che state leggendo (e anche chi non è Biker, non sono mica razzista io!!), il 25 e 26 d’Agosto vi segnalo il III’ motoraduno della porchetta in località Villetta San Romano, frazione di San Romano di Garfagnana, circa
Da non perdere il sabato sera “miss maglietta bagnata”... e da non perdere neanche i motogiri del sabato al lago di Vagli e della domenica a Monte Argegna.
Unico neo il camping è il campo sportivo... niente alberi... se alle 9:00 non sei fuori dalla tenda alle 9:30 ti possono servire insieme alla porchetta.
Naturalmente è benvenuto anche chi non è Motociclista, lo aspettiamo per gustare la porchetta.
Su, su, Bikers, tenda e saccopelo sulla moto, casco in testa e ci vediamo a Villetta.
Max info http://www.asvilletta.itOre 9:00 suona la sveglia... la prima reazione sarebbe quella di prendere una delle mie Katana e tagliarla il due!!! Mentre tento di spengerla una vocina mi risuona nel cervello "te l'avevo detto di non bere così tanto ieri... sei ridotto un rottame!!!" ma subito gli rispondo "si, perchè secondo te oggi vado ad acqua!!!".
"Cosa fai domani? Noi andiamo a fare un giro in moto e pranzo al sacco" m'hanno chiesto la sera prima, ed io "eh vai!!!". Così mi faccio una doccia, mi vesto, preparo la moto e viaaaaaaaaaa.
Al punto d'incontro trovo già una decina di moto, altre ne arriveranno.
Foto di gruppo davanti al pub Paddock Club di Viareggio e si parte. Passiamo da Camaiore, poi su per il Monte Magno. Sulla salita incontriamo tanti ciclisti... pure troppi!!! Ora io apprezzo la passione, anch'io nel mio piccolo ne ho fatta di strada in bici, ammiro la dedizione di queste persone che alle 9:00 di Ferragosto chissà da quanto tempo già pedalano... però... se siete in tre in salita in una strada di montagna stretta e tutta curve si potrebbe almeno evitare di stare affiancati?!? Se poi immediatamente dietro c'è un SUV guidato da un inetto la ricetta è completa!!! A tal proposito vorrei sottoporre alla vostra attenzione la mia teoria sui SUV: i SUV se li compra 1) chi alla guida è un inetto (così in caso di incidente pensa di farsi meno male) e 2) i prepotenti (così, vista la mole del mezzo, per la strada possono fare ciò che vogliono)... a volte le due cose coincidono e ti trovi l'inetto prepotente... la peggior specie!!! Comunque, detto questo alla fine riusciamo a sorpassare l'uno e gli altri (non prima che io abbia lodato gli attributi ossei posti sulle loro teste dalle rispettive intraprendenti mogli) ma, mentre sto riflettendo se non sarebbe il caso di estendere il blocco della circolazione per i TIR anche alle bici, ecco che per una sorta di contrappasso dantesco veniamo bloccati dalle staffette di una gara ciclistica... CHE BARBA!!!
Finalmente, dopo tutti questi imprevisti, riusciamo a raggiungere Lucca e imboccare la strada per la Garfagnana ma... è Ferragosto... da San Quirico di Moriano fino a Borgo a Mozzano (circa 10 km) una fila quasi ininterrotta di macchine che viaggiano a passo d'uomo. Naturalmente con le moto sfiliamo, ma c'è sempre quello, anzi più d'uno, che ti vede sopraggiungere dal retrovisore e si allarga a centro strada per non farti passare. Ora io capisco che uno è in fila in macchina sotto il sole, si vede sorpassare dalle moto, gli girano le scatole... però mettersi a centro strada per fare da tappo è da stupidi, tanto io in moto arriverò sempre prima, mi fai solo rischiare l'osso del collo. VI AVVISO: se un giorno fate una manovra del genere e alla guida della moto ci sono io e mi accorgo che lo avete fatto di proposito io mi fermo e vi spacco prima la macchina e poi la testa!!!
Orbene, superati tutti questi inconvenienti imbocchiamo la strada provinciale per Fabbriche di Vallico, costeggiamo un lago artificiale creato da una diga e raggiungiamo la nostra meta, un boschetto in località Al Pontaccio, e lì... si comincia con formaggio, pancetta, lardo, biroldo, porchetta, salsiccia spalmata su pan brutto... e da bere??? VINO, come se piovesse. 

Tra un boccone ed una risata il tempo passa che è un piacere... ma, attenzione: arrivano altri amici in macchina, salta fuori in barbecue, poi due sacchi di carbone, dalla bisaccia della moto Claudio tira fuori rosticciana ed ancora salsicce... 
Pancia mia fatti capanna!!! Il pomeriggio trascorre così in allegria, pare di essere ad un motoraduno, ed in effetti tanti di quelli che oggi erano a giro con me di vista già li conoscevo per averli incontrati a vari motoraduni a giro per il mondo. L'ora di partire arriva sempre troppo presto quando ti diverti... comunque faccio sempre in tempo a trovare un'ulteriore dimostrazione ad un'altra mia tesi (che ci volete fare, oggi ero filosofo, in vino veritas): quanto sarebbe bello il mondo se non fosse infestato dagli esseri umani!!! Infatti faccio due passi e raccolgo un tappo di una bottiglia di plastica, poco più in là l'etichetta che evidentemente si è staccata mentre riempivano la bottiglia alla sorgente e che lì è stata abbandonata, tre palloncini di plastica, una bustina di zucchero, l'immancabile plastichina del pacchetto di sigarette con tanto di pezzetto di stagnola ed altri rifiuti che non sto ad elencare... mentre raccolgo tutta questa roba seminata da persone evidentemente maleducate mi viene da domandarmi quanto ancora spera di sopravvivere il genere umano se si comporta così... (ve l’avevo detto che oggi mi sentivo filosofo!!!)
Ma è arrivata l’ora di risalire sulle nostre moto e ritornare verso casa. Bè, che dire, quando stamattina siamo partiti conoscevo solo 2 persone su 20... eppure mi sono divertito un mondo... mi spiace non poter descrivere a parole la fratellanza che c’è tra Motociclisti, siamo tutti amici anche se non ci si conosce, abbiamo voglia di divertirci e girare il mondo sulle nostre moto... altre menate non ne vogliamo... bisogna provare.
Anche stasera è nuvoloso... non ho visto una sola stella cadente in tre giorni...
...ma questa è una congiura!!!!
A voi com'è andata?
Per osservare le stelle cadenti non è richiesta alcuna strumentazione, anzi in questo caso un telescopio o anche un binocolo sarebbero inutili. Le stelle cadenti infatti sono fenomeni talmente circoscritti e fugaci che non possono essere inquadrate nel campo di uno strumento se non per un caso fortunatissimo... sarebbe come pensare di poter seguire una partita di tennis quardando dal buco della serratura di una porta...
Requisito essenziale per osservare le stelle cadenti è una gran pazienza... non crederete mica di vedere dei fuochi d'artificio?!? Nei momenti di maggior frequenza, se siete fortunati, potete sperare di vederne una ogni due minuti circa. E' fondamentale raggiungere un luogo lontano da luci. L'illuminazione stradale e cittadina infatti consente di vedere solo le stelle più luminose, pertanto la gran parte delle stelle cadenti non sarebbero visibili. Non fate i furbi!!! Non basta andare in periferia... bisogna proprio cercare di allontanarsi dalle città. Non sarebbe male alzarsi anche un po' di quota, basta una collina, tanto per lasciarci un po' al di sotto tutta quella fascia di smog ed umidità che abbiamo in pianura. Consiglio di procurarsi una sdraia o una brandina per stare comodi e di portare anche un giaccone pesante perchè, anche se è estate, a stare anche solo mezz'ora seduti all'aperto fa piuttosto freschino. Naturalmente, dato che siamo al buio, ci servirà una luce... cercate di procurarvene due, una normale che vi servirà prima e dopo l'osservazione per non precipitare in un burrone, una più fioca e possibilmente schermata di rosso. Perchè schermata di rosso? Bè, intanto diciamo che l'occhio si deve adattare al buio, altrimenti le stelle che vediamo sono poche. Per dilatarsi fino alla massima misura la pupilla impiega circa un quarto d'ora. Se noi, ormai abituati al buio, accendiamo una luce avremo bisogno di un altro quarto d'ora per adattarci nuovamente al buio. Ma la luce comunque ci serve, quindi ne useremo una debole e schermata di rosso poichè il rosso è una lunghezza d'onda che disturba poco l'occhio.
Dove guardare? Bisogna cercare di guardare verso lo zenit, che è il punto più alto della volta celeste, rivolti comunque verso est nelle prime ore della serata, verso sud col proseguire della notte.
Quando osservare? San Lorenzo è il 10 di agosto, ma un lento moto di rotazione dell'asse terrestre chiamato precessione degli equinozi ha fatto sì che ormai la frequenza massima sia la notte tra il 12 ed il 13 di agosto... naturalmente anche 2-3 giorni prima e dopo la frequenza è buona. L'orario migliore, se avete pazienza, è dopo mezzanotte, poichè la rotazione terrestre ci spinge incontro allo sciame... un po' come quando camminate in macchina e piove, sul parabrezza cadranno più gocce che sul lunotto.
Detto questo vi auguro cieli sereni e buone Perseidi
In occasione dello sciame di stelle cadenti Perseidi, più conosciute come "lacrime di San Lorenzo", l'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in collaborazione con
Per la serata di venerdì 10 Agosto è stata chiesta la collaborazione del Gruppo Astronomico Viareggio, di cui faccio parte, che organizzerà un'osservazione pubblica per tutti coloro che vorranno intervenire.
Il programma della serata del 10 Agosto è il seguente:
18:00 visite guidate del parco
20:30 cena e degustazione di prodotti locali
21:00 musiche e racconti dell'uomo uccello. Concerto di ONE TRIBAL BIRD MAN (non mi chiedete che genere di musiche siano, non lo so!!!)
22:30 escursione in battello sul lago per osservare le stelle cadenti (circa 45 minuti)
al rientro osservazione con i telescopi
Il costo è di 30 euro (ragazzi euro 15) per la cena e l'escursione in battello, prenotazione obbligatoria 0584975567.
La partecipazione al concerto ed all'osservazione a terra è libera.
Per la parte astronomica il Gruppo Astronomico Viareggio ha previsto una breve introduzione sulle costellazioni e sulle stelle cadenti (il relatore sarò io), l'osservazione delle stelle cadenti dal battello, al rientro dal giro in battello osservazione con i telescopi.
Naturalmente le osservazioni astronomiche avranno luogo solo in caso di condizioni meteo favorevoli. Consiglio a chi volesse intervenire di vestirsi un po’ pesanti, siamo a ridosso del lago, fa freschino ed è umido.
Ricordo e ribadisco che l'organizazione della manifestazione è a cura dell'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in collaborazione con
Il Gruppo Astronomico Viareggio è chiamato solo a collaborare per venerdì 10 Agosto, pertanto non è responsabile di eventuali variazioni sul programma. Per max info 0584975567
Una delle più frequenti raccomandazioni che ti senti fare quando qualcuno parla di internet è di non fidarsi delle persone che si incontrano in rete... alla fin fine è un consiglio che mi sento di condividere.
Eppure...
Su SPLINDER ho incrociato una blogger, ci siamo sentiti due volte in chat... poi lei mi dice di dover fare un viaggio di lavoro, non viene proprio dalle mie parti ma comunque vicino, quindi si concederà una gita di qualche giorno... io sono ancora in ferie... bè, con un po’ di incoscienza da parte di tutti e due decidiamo di incontrarci... il rischio era grosso, nessuno conosceva l’altro, quindi ognuno dei due avrebbe potuto incontrare un poco di buono, un folle, uno psicotico, o semplicemente un rompiscatole.
Personalmente posso dire di essere stato onorato di conoscere una persona carina, simpatica, colta, intelligente... basta, dai, poi dopo se no si monta la testa...
Venerdì mattina ha sbrigato le pratiche relative al suo lavoro, poi in moto abbiamo raggiunto le Cinque Terre. Venerdì pomeriggio e sabato abbiamo visitato alcune frazioni delle Cinque Terre, siamo andati al mare, abbiamo riso e scherzato... Domenica siamo venuti a Viareggio e abbiamo fatto un po’ di mare... il tutto semplicemente con la voglia da parte di entrambi di andare in giro, vedere nuovi posti, rilassarsi e divertirsi... sembrava veramente di essere amici di lunga data, quando invece venerdì mattina si può dire che quasi l’uno non sapeva neanche come era fatta l’altra.
A voler essere onesti un difettuccio ce l’ha: ha un po’ paura d’andare in moto, quando si percorrevano le strade tutte curve delle Cinque Terre e dell’entroterra era un po’ tesa, mi son sentito più volte tirare il giubbino... eppure andavo piano piano.
Accompagnarla domenica pomeriggio alla stazione di Pisa e vederla salire sul treno che la riportava a casa è stato duro... avrei voluto proporle di restare ancora qualche giorno, ma, ahimè, gli impegni di lavoro...
A questa mia nuova preziosa Amica, che in questo preciso momento è in viaggio verso casa, va un grande abbraccio, un “in bocca al lupo” per il lavoro, e l’augurio, se vorrà, di rivederci presto.
Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
P.S.: se uno sconosciuto vi contatta a mezzo internet e vi chiede di incontrarlo non dategli assolutamente retta, è troppo pericoloso... potreste incontrare... che ne so... un assassino!!!
I Samurai sono senz’altro uno dei più conosciuti ed affascinanti aspetti della storia e della cultura giapponese. Essi hanno ispirato racconti, film e fantasie, ma pochi ne conoscono appieno tutti gli aspetti. Oltre che grandi e valorosi guerrieri essi facevano parte della classe colta, erano infatti studiosi e si dedicavano alla poesia, alle arti Zen, allo shodō (l’arte della calligrafia), al cha no yu (cerimonia del the), alla ikebana (detta anche Kadō, cioè "via dei fiori", intendendo cammino di elevazione spirituale secondo i principi dello zen), ecc.
Il termine Samurai deriva dal verbo “saburau” che significa “servire”, visto che il Samurai era un guerriero al servizio di un signore feudale. Più appropriatamente li dovremmo però chiamare Bushi, parola composta da bu = guerriero e shi = signore a sottolineare ancor di più che si trattava di una casta e per giunta nobile. La società giapponese era infatti al tempo divisa in cinque classi, rigidamente ordinate secondo un criterio di dignità decrescente: al livello più alto c’era l’aristocrazia, quindi i guerrieri, poi gli agricoltori, gli artigiani, i mercanti.
Tra i secoli VIII e XVI il Giappone fu sconvolto da continue guerre feudali, in quest’ambiente nasce la figura dei Samurai il quale è un guerriero al servizio di un signore feudale, il Daimyo, che a sua volta dipende da uno Shogun. Ma ciò non era sufficiente per essere un Samurai. Il Samurai doveva infatti sottoporsi ad un rigido codice d’onore di tradizione orale che in seguito fu chiamato Bushido (tradotto letteralmente guerriero signore via, più brevemente “
Cercare di spiegare in poche righe cosa significhi realmente Bushido è follia, anche perchè gli ideali del Bushido sono sempre stati lontani dal modo di ragionare occidentale ed oggi più che mai questa distanza è abissale. Il Bushido non è l’espressione di una mentalità guerrafondaia e non è un tentativo di legittimare la violenza e la morte. Anche se nato in un’epoca di cruente guerre il Bushido risente di influenze buddiste, shintoiste e zen, ed è da intendersi come una filosofia di totale accettazione della vita, ed in questa totale accettazione è compresa anche la morte che è comunque una fase della vita. Il Samurai ama la vita, propria e degli altri, ma poiché è cosciente che tutto ciò che inizia necessariamente finisce, ed è cosciente che per lui che è un guerriero la morte è sempre in agguato, assimila con naturalezza il concetto di morte affinché, quando essa sopraggiunge, non sia colto impreparato e la preoccupazione non possa influire negativamente sulle sue decisioni. Il Samurai ha rispetto per la morte, ma non la teme, se deve scendere in battaglia va senza paure, se deve togliere la vita ad un altro o a se stesso lo fa senza scrupoli.
Sempre secondo i principi del Bushido il Samurai deve nella vita di tutti i giorni dimostrare etica, correttezza, lealtà, giustizia, valore, onore, senso del dovere, autocontrollo, bontà, auto-sacrificio, cortesia, fedeltà, senso della vergogna, raffinatezza, purezza, modestia, frugalità, abnegazione, spirito bellicoso. Come si vede una lista piuttosto lunga e difficile di principi da seguire, ma questo è il cuore del Bushido ed un Samurai non poteva prescindere da questo, non seguirli sarebbe stato un disonore. Particolarmente importanti sono i valori di lealtà e fedeltà e dell’onore. Un Samurai degno di tale nome non avrebbe mai potuto tradire il suo signore e neanche entrare in disaccordo con lui, e non avrebbe mai fatto niente per disonorare se stesso, il suo padrone, la sua famiglia. Per il Samurai la vita ha un grande valore, ma ci sono cose che hanno più valore: lealtà, fedeltà ed onore sopra ogni altra cosa. Andare contro uno di questi principi significherebbe restare disonorati e l’unico modo per fare ammenda è il Seppuku. Anche l’essere sconfitti in battaglia era un disonore, pioché il Samurai non sopporta la vergogna della sconfitta, e l’unica via d’uscita per riguadagnare l’onore perso era la morte provocata dal nemico o il suicidio rituale, il Seppuku.
Il Seppuku, meglio noto in occidente come Harakiri (che potremmo tradurre grossolanamente hara = ventre, kiri = taglio), veniva quindi eseguito in caso di sconfitta in battaglia, quando si disonorava o si rischiava di disonorare se stessi, il proprio signore o la propria famiglia (ad esempio non rispettando i principi base del Bushido) o quando perdurava un dissenso con il proprio signore. Il rituale, molto cruento, prevedeva che il Samurai si trafiggesse all’altezza del ventre con una lama, quindi un altro Samurai avrebbe dato il colpo di grazia tagliando la testa, anche per evitare che chi si sottoponeva a Seppuku potesse urlare dal dolore e perdere così di nuovo l’onore.
Tutto ciò può sembrare atroce ed orribile. Io non voglio assolutamente enfatizzare e lodare il Seppuku, la vita è troppo bella e preziosa. Voglio richiamare la vostra attenzione sui principi che stanno alla base del Bushido: etica, correttezza, lealtà, giustizia, valore, onore, senso del dovere, autocontrollo, bontà, auto-sacrificio, cortesia, fedeltà, senso della vergogna, raffinatezza, purezza, modestia, frugalità, abnegazione, spirito bellicoso. Ancor oggi questi principi dovrebbero essere alla base della nostra vita... è un peccato che sembrino essersi estinti come si sono estinti i Samurai. Pensate come sarebbe un mondo popolato da persone che credono e rispettano questi principi. Ed invece voi ne trovate traccia????
La prossima volta vi parlerò dei Katana, l'anima del Samurai
